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Raffreddore e influenza

Le patologie stagionali hanno sintomi che in gran parte si sovrappongono e determinano uno stato di malessere generalizzato, caratterizzato dall’infiammazione di diversi distratti corporei e, in modo particolare, delle vie respiratorie.

I sintomi più frequenti che deteriorano la qualità di vita quali: difficoltà respiratoria, mal di testa, tosse, mal di gola, dolori articolari e febbre, sono comuni sia all’influenza che al raffreddore ma bisogna saper riconoscere le due diverse patologie per curarsi adeguatamente e non assumere farmaci inutilmente.

Entrambe le patologie hanno origine virale ma l’influenza ha una insorgenza rapida e si espande rapidamente oltre le vie respiratorie causando un rialzo febbrile e un grado di spossatezza più marcato. Se tra i primi sintomi di malessere e la febbre passano solo poche si può essere quasi certi che si tratta di influenza. Il raffreddore invece tende a sfociare nell’infiammazione dei seni paranasali e della gola e generalmente rimane confinato alle vie respiratorie e se compare la febbre è sempre di lieve entità.

Il rischio che l’infiammazione apra le porte alle infezioni batteriche è comune ad entrambe le patologie.

Per prevenire l’insorgere di influenza e raffreddore è bene lavarsi frequentemente le mani (che sono il primo veicolo di contagio), coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o tossisce, evitare nei limiti del possibile i luoghi affollati, utilizzare i presidi medici di protezione individuale (mascherine), ma innanzi tutto, occorre avere un sistema immunitario in forma.

Dalla natura riceviamo una serie di elementi che possono essere utili a sostenere il sistema immunitario nella sua azione verso gli agenti patogeni esterni. Ad esempio lo zinco, il selenio e gli estratti delle piante terapeutiche come l’echinacea, possono contribuire efficacemente a prevenire l’infezione o a ridurne la durata e la gravità dei sintomi.

lo zinco in particolare: è un microelemento, cioè un minerale presente nell’organismo in piccole quantità, che però è coinvolto in decine di processi fisiologici. Per la crescita e lo sviluppo durante la gravidanza, l’infanzia e l’adolescenza, nella sintesi del DNA, nell’espressione dei geni, nella risposta immunitaria, nella guarigione delle ferite e nella riparazione dei tessuti, nella percezione del gusto e dell’olfatto. Alcuni studi hanno dimostrato che assumere zinco aiuta ad aumentare i linfociti T, riducendo così la durata e la gravità delle infezioni.